
Ciao
Sono un Software Engineer specializzato in Banking Kernel.
Scrivo perché quando capisco qualcosa, sento quasi il dovere di restituirlo.
Divulgare, per me, è un atto di gentilezza.
Chi sono io, e cosa ci facciamo qui
Forse era doveroso partire da qui: presentarmi davvero.
Perché leggere contenuti da qualcuno di cui non conosci nemmeno un pezzetto di storia rischia sempre di suonare come l’ennesimo “ti dico io come si fa”, “fai così”, “io ne so di più”.
E non è questo lo spirito di questo spazio.
Io non voglio insegnare niente a nessuno.
Voglio solo condividere una storia.
La mia.
E farlo con il tono di una chiacchierata tra amici, non di una lezione dall’alto.
Perché certe cose hanno senso solo quando le racconti con semplicità, senza filtri, senza pose.
È anche per questo che ho chiamato questo progetto “Il minimo necessario”.
Perché suona semplice — e deve suonare semplice — ma in realtà nasconde una verità che ho imparato sulla mia pelle:
il “minimo necessario” per cambiare vita, per svegliarsi davvero, per smettere di vivere in automatico… non è mai minimo.
È enorme.
È una montagna.
Dipende da dove vuoi arrivare.
Se vuoi arrivare in alto, il minimo necessario è faticoso.
E da quel minimo — da quella scelta, da quel primo passo — dipende tutto il futuro che arriva dopo.
Il mio “minimo necessario” è arrivato qualche anno fa.
E non perché stessi male.
Suonavo come violinista professionista in orchestra, in Svizzera.
Stipendio buono, contesto prestigioso, il classico lavoro per cui studi una vita intera.
Il problema è che gli ultimi anni di carriera sono stati tutto tranne che felici.
La sensazione di fondo era questa: non stavo dando nessun valore reale alla società.
Non vivevo nel presente, vivevo in un limbo.
Poi, dopo l’ennesima notte in bianco, mi è arrivata addosso una frase semplice ma devastante:
se non cambio io, non cambia niente.
Ho chiuso una carriera musicale intera, sono ripartito da zero nella programmazione, ho attraversato il frontend, poi il kernel, fino al ruolo che ricopro oggi in banca.
Nel giro di pochi mesi dal salto è arrivato anche il mio primo contratto da sviluppatore: la prova concreta che cambiare non era un sogno, ma una possibilità reale.
La finanza è entrata nel mio percorso un po’ per curiosità e un po’ per osmosi: lavorando in banca come programmatore ho iniziato a vedere da vicino un mondo che prima osservavo solo da lontano, scoprendone sfumature, logiche e storture.
In questo blog parlo di finanza con un obiettivo semplice: dare a chi legge occhi più allenati.
Aiutare a riconoscere le opportunità vere, ma anche le false promesse, le scorciatoie che non esistono, le illusioni vendute come strategie.
Provo a togliere la fuffa, chiarire i meccanismi e offrire un senso critico che permetta di muoversi con più lucidità e meno paura.
Parlo anche di tecnologia perché oggi è impossibile ignorarla.
È sempre più intrecciata con la finanza, con il lavoro, con le decisioni che prendiamo ogni giorno.
E con l’arrivo dell’AI, non basta più “capirci qualcosa”: bisogna essere pronti, adattarsi, non farsi travolgere.
Non serve paura, serve comprensione
Spero il blog ti piaccia, e soprattutto che ti sia utile.